Photog by Peter Vidani
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Io ho due papà

Post serio, serissimo. Commosso.

Ieri sera è morta Eluana. E con essa il ciarpame e lo straripante opportunismo della indegna classe politica di questo immobile, medioevale paese.

Oggi il papà, Beppino, chiede di essere lasciato in pace; che lo lasciassero veramente solo con una tragedia che si placa e ti dà un po’ di tregua, forse, solo nel silenzio assordante dei pensieri più profondi.

Non avrà un nipotino da sua figlia (è assurdo anche solo pensarla una cosa del genere ma è quello che ha avuto il coraggio di dire il Presidente del Consiglio). Non potrà più tenerla attaccata alla vita tramite una presa della corrente. Non potrà più alimentarla con un sondino di plastica lungo 30 centimetri nell’esofago. Non potrà più lottare perchè lo Stato italiano, l’ottuso e primitivo stato legittimi una posizione di libertà a fronte di una privazione della stessa durata 17 anni.

Beppino ci ha insegnato che bisogna combattere per un’altra possibilità. Una ulteriore scelta che molti negano, nella loro visione totalitaria e imperante. Sicuri nel loro tornaconto e nel loro opportunismo di essere depositari di una verità comune a tutti. Ciò è un limite imperdonabile. Commedianti ciechi nel teatrino delle loro vite, convinti di poter essere registi e attori della tragedia di un uomo che la vita ha affilato e sfinito, reso gigante e piccolo. Da ieri è tornato a essere un uomo qualunque, nel suo silenzio da rispettare, questo si, come un dogma.