Photog by Peter Vidani
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Non passa lo straniero

Ho una buona vista: 12/10. Tanto buona da permettermi di leggere, dalla mia macchina in corsa questa mattina su un cartello dei lavori in corso, la seguente frase: STRANIERI BASTARDI. L’ho trovata geniale, a suo modo.

Non fraintendete. Non ho derive razziste e xenofobe, è che l’ho trovata nella sua allargata visione di una infinita poverezza.

Assurdo, ma riesco quasi a capire l’offesa al nero o all’immigrato. Rappresentano, loro malgrado, la paura di perdere la “roba”, già mirabilmente descritta dal Verga in Mastro Don Gesualdo. Ma qui l’orizzonte si allarga a dismisura fino a perdere contorni, obiettivi e paradossalmente, senso.

Gli stranieri quali. Gli inglesi? I tedeschi? O i marocchini? Gli irlandesi e i francesi oppure gli indiani e gli svedesi, con buona pace dell’Ikea? Gli italiani immigrati in Argentina o gli americani del nord?

I canadesi o i greci? Gli svizzeri? Gli spagnoli? I portoghesi? I maltesi? I russi? I brasiliani? I cileni? I peruviani? E così via discorrendo comprendendo tutti gli stati che compongono il mondo.

All’università mi hanno insegnato che un progetto senza vincoli è più difficoltoso di uno che ne ha, per il semplice motivo che se non sai dove puoi arrivare non sai quando sei andato oltre.