Photog by Peter Vidani
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La banana col bollino rosso

Chi non crede alla teoria dell’evoluzione forse non era con me nella metropolitana di New York l’altro giorno. Lì ho avuto la conferma che Darwin ci aveva visto lungo, altro che testimoni di Geova. Spiego.

Metropolitana affollata, ragazza biondina un po’ sciapa. Ragazzo, suo di lei, un po’ nerd con un pizzo tipo vagina sul mento. Ma non è di questo che voglio parlarvi.

Lei, per tutta la durata del viaggio, cerca in modo ossessivo i punti neri di lui sul viso, fino al collo e schiena. Maestria, spostamenti decisi e precisi del corpo, uso preciso di indice e pollice. Insomma, professionalità.

Fa schifo, lo so. Immaginate per chi era lì.

Fatto sta che quel comportamento profondamente animale, nel senso più letterale del termine, mi ha ricordato esattamente le immagini dei documentari su scimmie e primati quando si spulciano a vicenda in cerca di pidocchi. I punti neri sono vezzi che la jungla non concede di mettere in agenda.

Era impressionante vedere le somiglianze di posizioni, smorfie, movenze.

Mi sono anche immaginato un dialogo della coppia fatto di fauci spalancate, urli, colpi sul petto, rotolare di corpi sul pavimento, camminate caracollanti.

Inutile aggiungere, a voi gente di mondo, che il premio finale, proprio come in natura, rimane costantemente, inesorabilmente, la banana.