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Il messia e i suoi discepoli

Una delle astuzie della società attuale è di aver convinto i poveri ad amare i ricchi…In passato i poveri solitamente non amavano i ricchi: li si convinceva a sopportare la loro condizione con la forza o spaventandoli con l’inferno. Goffredo Fofi, “La condizione minoritaria”.

Questo era ciò che in testata riportava domenica l’Unità. L’avevo letta e riletta e ne avevo apprezzato l’intelligenza e la drammaticità di quanto scritto. L’avevo memorizzata, non tanto nelle parole quanto nel senso. Normale, mi era venuto in mente Berlusconi e il suo modo di comunicare. Era domenica però, non avevo voglia di rovinarmi anche quel giorno della settimana.

Poi oggi, al telegiornale de La7 (il TG5 lo schifo proprio) va in onda un servizio sul prossimo G8 dell’Aquila. Intervista alla popolazione, cosa ne pensa di tutto ciò, speranze, timori, delusione e voglia di ricominciare. Qualcuno si raggruppa davanti a un edificio, pare che ci sia Berlusconi. Telecamera, giornalista, una signora che potrebbe veramente essere mia madre nella piccola folla.

La giornalista chiede alla signora perchè è lì, cosa sta aspettando. Lei dice che è lì per vedere Berlusconi, che suo fratello dall’ospedale le ha telefonato per dirle che lì c’è il Presidente del Consiglio, “che mio fratello stravede per Berlusconi, c’ha anche il santino con la sua foto nel portafoglio…”

Ripenso a quelle tre righe lette domenica; non riesco a dare nessun giudizio, resto solo fermo pensando alla loro disarmante esattezza.