Ricordate la pubblicità di questa primavera della Diesel?
Il “Be Stupid” esortava alla stupidità contro l’essere “smart” contrapponendo i due valori che prima di allora mai lo erano stati. La stupidità era sempre stata il contraltare dell’intelligenza. Ma alla Diesel non sono stupidi, anzi.
Improvvisamente il minus diventa un valore positivo. Colui che è “smart” è il vero stupido.
Lo stereotipo dello scemo del villaggio diventa motivo aspirazionale, insieme agli occhialoni, ai capelli con il ciuffone, alla macchinetta fotografica digitale e ai jeans stretti tipici del mondo indie rocker.
Il problema è che il loro essere “stupid” non gli fa dire che i jeans che loro reclamizzano costano qualcosa come 150/200 euro.
Fatto sta che ieri il mio sguardo resta catturato da un’altra pubblicità di jeans.
Recitava così: “Be intelligent”. Jeans a 14,90 euro.
Ecco, ho trovato improvvisamente perchè quella pubblicità mi era sempre sembrata monca, priva di un qualcosa di importante.
Perchè tra uno stupido e uno che vuole essere “brillante, sveglio, alla moda, elegante” insomma fighetto, la via mediana è quella che preferisco: essere intelligente.
E per quanto mi riguarda è oramai da tanto tempo che per me Diesel è solo il contraltare della Super.