Photog by Peter Vidani
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Alla prima “ronda”, girate a destra.

No dico, possibile che certe cose avvengano e avvengano proprio a Milano?

Fu la culla della Resistenza italiana ora è l’incubatrice delle paure xenofobe di gente che oramai teme anche la propria ombra, in quanto scura.

A Milano appunto, sono state presentate le Ronde Nere, sponsorizzate dall’MSI e da quel grande statista di Gaetano Saya, fascista della peggior specie condannato per apolgia del ventennio. Oggi sul web girano le foto delle divise, di stampo neonazista nei modi e nei colori, lugubri e pesanti come i cervelli che le indosseranno.

Ma spiega il Saya, la GNI (Guardia Nazionale Italiana) è apolitica senza colore e si può fregiare del titolo Onlus (non vedo l’ora di versare il mio cinque per mille), che vuole fare del bene ai cittadini. Sono in grande maggioranza ex carabinieri e poliziotti, che nel fascismo non hanno mai smesso di credere, obbedire e combattere.

Niente manganelli e olio di ricino, per carità! Solo una buona dose di mazzate quando serviranno per raddrizzare le schiene piegate dello straniero che su suol patrio devasta e spadroneggia (avrebbe dovuto partire ora la voce dell’Istituto Luce).

Va bene dico io allora, va bene fate le ronde nere. Io però mi riservo il diritto di organizzare una mia forma di Resistenza, a patto però che un qualsiasi Pansa del cazzo tra un po’ non mi venga a rompere i coglioni con revisionismi e puttanate varie.

Nell’attesa di vedere una nuova piazzale Loreto, conserverò con cura la mia merda per poterla rovesciare sulle loro teste di cazzo.

Una Onlus, pensa te una Onlus…ma va’ a cagà, pirla!