Gheddafi è in Italia.
Accolto con mille onorificenze un dittatore, ma la storia è piena di stucchevoli casi come questo. Soprassediamo il fatto, anche perché mi preme molto di più fare il punto sul genere umano come campionario bestiale.
Alcune cose sono realmente oscure, a cominciare dal pizzetto col quale ha deciso di presentarsi.
Sembra uno di quegli errori giovanili nel manutenere la barba. Ovvero sembra essersi sbagliato di grosso nel regolare la barba la sera prima, quindi il salvataggio in corner con un improbabile pizzetto.
Poi l’uniforme: sembra affittata presso quei magazzini per costumi da teatro. E’ un bizzarro misto tra un domatore e un vigile urbano, con l’aggiunta di un pessimo gusto per gli addobbi da parata. Si può mettere una fotografia incorniciata sul petto (mis. 10x15)? Giuro non mi sto sognando nulla, aveva tutto ciò in bella mostra (la foto ritraeva un martire libico dell’occupazione italiana).
I capelli, una volta tolto il buffo copricapo, lo facevano somigliare in modo impressionante a Toni Dallara, l’urlatore. Se poi ci aggiungi che in quel momento stava per essere accolto a braccia aperte dal Silvio, (che in quanto a capelli ha il suo bel da fare) la scena da Bagaglino stava per riuscire in pieno, mancava solo la signora Leonida.
Chiude, come la ciliegina sulla torta, la tenda beduina fatta montare a Villa Pamphili che sembra il circo di Moira…
In tutto questo campionario di amenità, qualcuno si è reso conto che il despota ci ha bellamente preso per il culo? Ci ha rinfacciato nuovamente l’occupazione, si è vestito da gerarca fascista con solo qualche tono di rosso e oro a spezzare la funerea livrea e gli si stava per concedere pure l’onore di parlare in Parlamento.
Fino a che punto Silvio nostro si prodigherà in onorificenze a un dittatore, guerrafondaio, goffo e impresentabile ai più?
Non so, di questo passo ci toccherà sentire che Bush junior è stato un “grandissimo presidente”…