Photog by Peter Vidani
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Politica alternativa

Ieri sera a Porta a Porta post elezioni europee e amministrative.

Soliti discorsi, solite facce, chi ha vinto, chi ha perso, chi ricorda all’altro le sconfitte, insomma il solito teatrino da bar dello sport, anche se molto meno genuino, divertente e senza bianchino.

Ma il punto non è tutto ciò, sarebbe banale. Il punto è che di tutto quello che ieri sera è stato detto, ciò che mi è rimasto impresso è il braccialetto dei desideri di Pierferdinando Casini.

Si, proprio il braccialetto di filo sottile con tanti colori che i venditori ambulanti di mezza Italia cercano di legarti al polso dicendo che è gratis per poi staccarti quell’euro che per loro vuol dire giornata.

Allora mi sono immaginato la scena, del Pierferdy che camminando in un luogo non meglio precisato del nostro bel paese, viene avvicinato da un ragazzo di colore, probabilmente del Sengal, che sorridente cerca di attaccare bottone per poi piazzare il braccialetto. Il ragazzo non sa per sua fortuna chi ha di fronte.

Ora mi immagino anche l’imbarazzo dell’ex alleato di Berlusconi che respinge in modo pacato gli “attacchi” del giovane.

Ma lui, il giovane, insiste perchè il Pierferdy prenda ciò che è un “regalo”. Diamine, un regalo non lo vuoi accettare? Lo scambio di “amico” e “no grazie” va avanti per un minuto circa.

Poi il Pierferdy cede, accetta il “regalo”, se lo fa legare al polso. Tre desideri, tre nodi, la solita tiritera. Con il suo accento romagnolo, la zeta sibilata, ringrazia e allunga il passo.

Il ragazzo del Senegal spera allora almeno in quel famoso euro… dai, lo sanno anche i sassi che son lì per quel fottuto euro!

Ma lui il Pierferdy ha allungato il passo, la folla lo confonde, la portiera di un’auto blu si apre. Ormai è dentro l’auto, vetri scuri, sirena che urla…spazio, gente!

Il ragazzo rimane lì, fermo.

Saprebbe dire stronzo, l’ha imparato dopo due giorni che era in italia. 

Preferisce però pensare “huntau”, che nella sua lingua vuol dire

PEZZENTE.